essere twin shops

Si tratta della prima versione dello Stand da me progettato per gli Showroom “rochebobois Napoli” in occasione di ARKEDA 2013_Mostra d’Oltremare – Napoli, Progetto poi realizzato in forme ancora più minimali ma non meno performanti.

essere stand

Dopo la visita al Salone del Mobile di Milano di quest anno, mi sono innamorato  follemente dell’ Exhibit Design ed in particolare della progettazione degli Stand Fieristici, così la mia attività di Ricerca e Sviluppo ha conosciuto una nuova frontiera con questo Progetto Preliminare di un piccolo Stand / Reception immaginato come luogo di incontro per promuovere, in una eventuale Fiera, le mie attività consulenziali in “interni dell’ essere” nell’ ambito dell’ Architettura d’ interniArredamento e Design.

Salone del Mobile – Rho (MI)

Il 9 Aprile 2013, dopo anni dedicati al mondo dell’ Arredamento, ho deciso di recarmi a Milano presso il Salone del Mobile con la mia cara collega Ombretta…

…durante la mia visita sono rimasto folgorato dalla bellezza degli Stand espositivi, è stato un vero colpo di fulmine…

…da allora oltre ad occuparmi di Architettura d’interni, Arredamento e Design mi occupo con successo di Exhibit Design

…Ad Maiora !



padiglione dello Spirito

Si tratta di un concept immaginario elaborato da expositio dell’ essere nell’ ambito della sua attività di ricerca e sviluppo, concept raffigurante un padiglione dello Spirito, una piccola architettura effimera di matrice religiosa immaginata in legno, cemento, acciaio inox satinato e cristallo.

Le immagini sono state elaborate mediante i softwares Sketch Up e Maxwell Render.

Il contenitore della rinascita della Vita !!!

Il progetto prende spunto dal tema del concorso “Un idea per la ricostruzione: proposte per l’ emergenza” indetto ultimamente dalla rivista PresS/Tletter e The Plan con il supporto dell’InArch, l’Istituto Nazionale di Architettura. L’iniziativa ha avuto lo scopo di sviluppare proposte per l’habitat temporaneo in situazioni di emergenza con particolare riferimento al recente terremoto in Abruzzo. L’obiettivo indicato e’ stato di pensare a strutture temporanee per garantire l’habitat che poi potessero essere smontate e riutilizzate in altre situazioni di emergenza oppure facilmente riciclate, diventando parte del nuovo tessuto edilizio urbano.

La mia idea progettuale nasce dal tentativo di soddisfare il bisogno di qualità e sana normalità dei malcapitati bisognosi dell’ alloggio di emergenza, realizzando in modo semplice mediante l’ uso di pannelli autoportanti tecnologicamente avanzati, un contenitore spaziale funzionale, articolato su due livelli, con doppio volume, capace per questo di curiose introspezioni interne ed esterne, colorato e divertente con i suoi toni solari e marini, che sappia in generale di linguaggio contemporaneo, ma dal sapore antico nella pelle esterna dei suoi materiali biologici e moderno nella sua articolazione spaziale, teso ad una vera e propria promenade architettonica.

Il contenitore diviene, nell’ incastro dei suoi pannelli rivestiti in legno laccato una vera e propria scatola magica, in generale opaca nelle sue superfici e trasparente in corrispondenza degli infissi realizzati in metallo, legno e cristallo di ampia superficie che con le sue tende interne in tessuto naturale prova a limitare sia l’ introspezione con l’ esterno quando non ricercata che l’ effetto serra dell’ alloggio quando questi è colpito eccessivamente dai raggi del sole durante il giorno, infissi che nel loro lasciar filtrare la luce solare o artificiale, rispondono ad un bisogno anche metaforico di maggiore leggerezza e poesia, fungendo la scatola da vera e propria lanterna magica quando illuminata dall’ interno la si osserva durante la notte !!!

In corrispondenza dell’ ingresso un filtro spaziale prova a mediare in modo articolato il rapporto interno esterno, aggiungendo profondità spaziale al tema della porta di ingresso, superata la quale lo spazio si dilata verso l’ alto articolandosi in un doppio volume che prova a dare un senso di maggiore libertà e poesia ai suoi spazi interni. Dalla zona pranzo come dalla scala interna è possibile osservare il cielo quando le sue tende sono aperte anche orizzontalmente. Il piano inferiore ospita una zona pranzo con piccola cucina e tavolo ed uno o due posti letto singoli in un ambiente successivo. Superato il dislivello con la sua scala interna è possibile nutrirsi di nuove introspezioni interne che danno maggiore profondità e ricchezza spaziale alla semplice scatola abitativa, superando il ponte che affaccia sulla zona pranzo si accede alla zona notte dove è posizionato un letto matrimoniale. Le esigenze igieniche al livello inferiore come a quello superiore sono soddisfatte utilizzando un modulo prefabbricato sovrapponibile con funzione di bagno. Il progetto prova a dare quindi una risposta anche al tema tecnologico costruttivo ponendosi il problema della facile componibilità della scatola, facilitandone quindi il montaggio e limitando il numero di elementi componenti il contenitore abitativo. Il sistema prevede l’ articolazione di piccole fondazioni cui incastrare i pannelli per ancorare la scatola al suolo, utilizzando un sistema di canalizzazione per convogliare gli scarichi dei moduli prefabbricati e della cucina e in generale il deflusso delle acque meteoriche in caso di pioggia.

Quindi con incastri maschio femmina i pannelli si incastrano verticalmente tra loro e ancorati in corrispondenza dei pannelli solaio, quindi tompagnati da pannelli di chiusura con o senza infissi. Il modulo pannello tecnologicamente avanzato provvede a semplificare le esigenze costruttive ed impiantistiche del contenitore, provvedendo a bilanciare termo acusticamente l’interno con materiale isolante e bilanciando naturalmente l’ ambiente con la sua pelle composta di materiali ecocompatibili. L’ arredo interno è studiato per ottimizzare spazi che seppur articolati rispondono a criteri di economia e provvisorietà. I moduli bagno sono indipendenti e, montati in fabbrica, sono poi assemblati con il resto del contenitore. Nell’ insieme le scatole magari assemblate a schiera e sfalsate leggermente disegnano vere e proprie diagonali e provano a sviluppare come piccoli mattoncini un senso di corte aperta o chiusa dal sapore antico nell’ articolazione dei suoi spazi, per restituire all’ insieme abitativo la qualità spaziale negata dall’ evento catastrofico. Si immaginano quindi promenade urbane e tipologie diverse per le funzioni dei contenitori pubblici, scuole, municipi, chiese, teatri, capaci nel loro insieme nella loro semplicità di restituire ai cittadini la dignità urbana negata, costituendo e cercando di realizzare con l’ intervento progettuale, l’ immagine di un contenitore della rinascita della Vita sia nella sua dimensione urbana che architettonica.